Storia del ramino: da dove viene il gioco di carte

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La storia del ramino è meno chiara di quanto si pensi. Non ha un inventore né una data di nascita: il gioco si è formato a poco a poco, probabilmente tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, e si è diffuso dagli Stati Uniti al resto del mondo con il nome inglese di rummy. In Italia è diventato ramino, e ha dato vita a varianti locali come la Scala 40.

Quello che segue è il quadro più condiviso dagli storici dei giochi di carte, con le parti incerte segnalate come tali.

Le origini del ramino: le ipotesi principali

Sulle origini ci sono diverse ipotesi, e nessuna è dimostrata.

Il conquian

L’ipotesi più citata collega il ramino al conquian, un gioco di carte diffuso nell’Ottocento in Messico e nel sud-ovest degli Stati Uniti. Si giocava con un mazzo spagnolo ridotto, in due, e lo scopo era già formare combinazioni di carte dello stesso valore o in sequenza dello stesso seme. Molti studiosi lo considerano il primo gioco documentato della famiglia del ramino.

I giochi cinesi

Un’altra ipotesi guarda all’Asia. Esistono giochi di carte cinesi antichi basati sulla formazione di combinazioni, e qualcuno ha proposto che il ramino ne derivi, direttamente o attraverso il mahjong, che usa tessere ma ha un meccanismo simile di pesca e scarto. È una pista interessante, ma i collegamenti diretti non sono provati.

Il poker

Si sente dire anche che il rummy discenda da una variante del poker. È una spiegazione che circola molto, ma con poche prove solide.

La conclusione onesta è che il ramino ha probabilmente più antenati, e che il meccanismo pesca-combina-scarta è nato più volte in posti diversi.

L’origine del nome

La parola italiana ramino viene da rummy. Da dove venga rummy, invece, nessuno lo sa con certezza. Ci sono spiegazioni che lo collegano al rum, la bevanda, o a un vecchio termine inglese per dire «strano». Sono ipotesi, non fatti: se qualcuno te le racconta come certe, prendile con un sorriso.

Il rummy negli Stati Uniti

Il rummy si è diffuso negli Stati Uniti all’inizio del Novecento, e lì ha preso la forma che conosciamo: pesca, combinazioni calate sul tavolo, attacchi, scarto finale. Nello stesso periodo sono nate molte varianti.

La più famosa è il gin rummy, il ramino in due con dieci carte, senza jolly, in cui si «bussa» invece di calare. Nella prima metà del Novecento è diventato molto popolare negli Stati Uniti. Le differenze con il nostro ramino sono nell’articolo su gin rummy e ramino.

L’arrivo in Europa

Dall’America il gioco è arrivato in Europa nel corso del Novecento, e ogni paese l’ha adattato. In Francia è diventato rami, in Germania Rommé, in Italia ramino. Quasi ovunque si è adottato l’uso di due mazzi francesi con i jolly, che permette di giocare in più persone.

Ogni tradizione ha preso strade diverse sulla soglia di apertura, sul jolly, sul punteggio. Non esiste un ramino europeo unico, e nemmeno un ramino italiano unico: esiste una famiglia di regole, con differenze anche tra case vicine.

Perché le regole sono così diverse

Chi gioca a ramino con persone nuove lo scopre presto: ogni famiglia ha le sue regole. La storia spiega in parte il perché.

Il ramino si è diffuso soprattutto a voce, insegnato al tavolo da chi lo sapeva a chi lo voleva imparare. Per decenni non c’è stata un’autorità che fissasse un regolamento unico, come la federazione degli scacchi o del bridge. Ogni gruppo ha aggiustato quello che non gli piaceva: la soglia di apertura troppo alta, il jolly che rendeva tutto troppo facile, il tallone che finiva troppo presto.

Le regole si sono quindi moltiplicate. In alcune case si apre a 40, in altre a 30, in altre ancora senza minimo. Il jolly si riprende o no. L’asso vale 11 o 1. Le varianti più codificate, come la Scala 40 e il Burraco, sono quelle che hanno avuto tornei e circoli, e quindi regolamenti scritti.

Nessuna di queste versioni è «più giusta» delle altre. Sono tutte ramino. Le differenze principali sono raccolte nella guida alle regole del ramino.

Il ramino in Italia

In Italia il ramino è diventato un gioco di casa, da serata in famiglia, da vacanza, da bar. Due varianti hanno preso una strada propria.

La Scala 40

La Scala 40 è il ramino all’italiana, con l’apertura obbligatoria a 40 punti e regole più codificate, fino ai tornei. Le sue origini precise non sono documentate in modo chiaro. Si sa che è un gioco molto radicato nelle case italiane, e che ha conservato lo schema del ramino a 13 carte con due mazzi. Come funziona l’apertura a 40 punti lo spiego nell’articolo sull’apertura a ramino.

Il Burraco

Il Burraco viene da un’altra linea: è parente della Canasta, nata in Sud America intorno alla metà del Novecento. Le origini precise del Burraco sono incerte, ma il gioco si è diffuso in Italia negli ultimi decenni del Novecento ed è diventato un gioco di circolo, con associazioni e tornei. Si gioca spesso in coppia, con le pinelle e i pozzetti. Lo descrivo meglio nell’articolo sulle varianti del ramino.

I parenti del Novecento

Nel Novecento la famiglia si è allargata parecchio:

  • la Canasta, nata in Sud America e diventata di moda in Europa e negli Stati Uniti;
  • il Rummikub, che sostituisce le carte con tessere numerate;
  • il rummy indiano, a 13 carte, oggi molto giocato online in India;
  • il Machiavelli, ramino italiano in cui le combinazioni sul tavolo si possono ricomporre.

Tutti hanno lo stesso scheletro: pescare, formare combinazioni, scartare.

Il ramino oggi

Oggi il ramino si gioca ancora in famiglia, ma anche sul telefono e online. Le regole digitali hanno un vantaggio: sono le stesse per tutti, e non c’è bisogno di discutere ogni volta se il jolly si può scartare.

Café Rummy si inserisce in questa storia senza pretendere di essere «il» ramino. Ha scelto un regolamento unico e semplice: 110 carte con sei jolly, 13 carte a testa, apertura con una sola combinazione, jolly ripreso da rigiocare nello stesso turno. L’atmosfera è quella del caffè europeo, con Marlène che tiene le carte pronte. Le regole complete sono nella pagina come si gioca, e quelle del ramino tradizionale nella guida alle regole del ramino.

Domande frequenti

Chi ha inventato il ramino?

Non si sa. Il ramino non ha un inventore conosciuto: si è formato poco a poco da giochi più antichi, e le sue origini sono ancora discusse dagli storici dei giochi.

Da dove viene la parola ramino?

Viene dall’inglese rummy, il nome con cui il gioco si è diffuso nei paesi anglofoni. L’origine della parola rummy è incerta e le spiegazioni che circolano non sono confermate.

Il ramino è un gioco italiano?

Il ramino arriva in Italia dall’estero, come nel resto d’Europa. Alcune varianti però hanno un’identità molto italiana, come la Scala 40, e il Burraco è diventato qui un gioco di circolo.

Il gin rummy è più antico del ramino?

No, il gin rummy è una variante successiva del rummy, nata negli Stati Uniti e diventata molto popolare nella prima metà del Novecento.